La dieta dei 2 giorni è stata inventata dalla Dr. Michelle Harvie , dietista presso la Genesis Breast Cancer Prevention , e dal professor Tony Howell .
Gli autori hanno lavorato insieme esplorando la connessione tra cancro al seno e l'obesità. Hanno progettato questa dieta per aiutare le donne con cancro al seno a perdere peso e tenerlo sotto controllo.
Dieta per 2 giorni consecutivi
La dieta dei due giorni (o 2 -Day Diet) è semplice. Per due giorni consecutivi ogni settimana si segue una dieta a calorie controllate. Il resto della settimana si mangia una dieta mediterranea sana .
La ricerca intrapresa dagli autori ha dimostrato che questo nuovo approccio alla dieta può davvero funzionare. È stato anche dimostrato efficace per le donne con una storia di dieta yo- yo, ovvero di continua alternanza tra ingrassamento e dimagrimento.
Il 2 ° giorno di fase
Non è necessario contare le calorie o morire di fame nei due giorni di dieta. Basta attenersi ai cibi consigliati e alle porzioni suggerite. Il piano include proteine magre, prodotti caseari a basso contenuto di grassi e frutta fresca .
La dieta è progettata per essere :
- a basso contenuto di calorie per consentire di perdere peso, ma non è così basso che ci si sente affamati
- nutrizionalmente equilibrata in modo da soddisfare tutte le vostre esigenze di vitamine, minerali e proteine .
Nei due giorni di dieta è necessario anche limitare l'assunzione di carboidrati a 50 grammi al giorno. Questo è perché la ricerca dimostra che i carboidrati fanno venire fame. Una dieta low-carb brucia i grassi e sopprime l'appetito.
Seguire una dieta Mediterranea per 5 giorni a settimana
Il resto della settimana consente molta più flessibilità nella vostra dieta . L'assunzione di cibo sarà basata su un sano modo di mangiare 'mediterraneo', con un sacco di verdure, cereali integrali, legumi , pesce, frutta , noci e oli sani. Può includere anche piccole quantità di carne rossa magra .
Dovrebbe essere facile perdere peso se si seguono i piani pasto previsti nel libro . Essi sono progettati per essere ricca di proteine e fibre per aiutare a sentirsi pieno e di ridurre la tendenza di eccesso di cibo .
Contrariamente a quanto alcuni possono pensare, una sana dieta mediterranea non dovrebbe comprendere ampie porzioni di pasta, pizza e vino rosso. Piccole quantità di alcol e cioccolato sono consentiti , ma si dovrebbero limitare questi per non più di 2-3 volte a settimana .
Altri alimenti promossi
Pane di frumento, farina d'avena, alto contenuto di fibre di cereali , pasta integrale, latte, yogurt, formaggio feta , uova, ceci, fagioli, tonno, pollo, gamberi, pesce, noci, pistacchi, zucchine, pomodoro, peperone rosso , lattuga , rucola, mela, prugna, lamponi, albicocche, erbe e spezie fresche, olio d'oliva .
Esempio Dieta
prima colazione
Farina d'avena e frutta secca
Tè o caffè 1 tazza
spuntino di metà mattina
pera
pranzo
Zuppa di zucchine con basilico e salsa di pomodoro
Pollo e lattuga con pane di frumento
cena
Verdure arrostite con formaggio magro alla griglia
Spicchi di patate fatti in casa
insalata verde
spuntino serale
yogurt
Esercizio: 150 minuti ogni settimana
Per i primi sei mesi l'obiettivo è quello di arrivare fino a 150 minuti di attività moderata o 75 minuti di attività fisica intensa ogni settimana. Si può distribuire in modo da avere 3-5 sedute a settimana .
Alla fine si dovrebbe aumentare l'attività a 300 minuti di moderata o 150 minuti di attività fisica intensa: aiuterà a perdere peso e tenerlo sotto controllo, oltre a fornire benefici per la salute.
Si dovrebbe anche fare due o tre sedute di potenziamento muscolare e due o tre sessioni di stretching.
PRO
Più facile da seguire rispetto alla maggior parte diete, perché c'è solo bisogno di ridurre rigorosamente le calorie per due giorni alla settimana.
Dieta ricca di fibre, aiuta a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue e favorisce la digestione .
Dieta mediterranea è stata associata a ridotto rischio di malattie cardiache, diabete e cancro .
Elevato apporto di proteine riduce l'appetito .
CONTRO
E' possibile avvertire stanchezza nei giorni di dieta a causa di apporto calorico ridotto.
Alti livelli di proteine nei giorni di dieta fanno di questo programma non adatto per le persone con malattie renali .
Il programma non è consigliato per gli adolescenti, donne in gravidanza o in allattamento e persone con depressione o un disturbo alimentare.
E' talvolta difficile trovare il tempo per fare tutte le sessioni di allenamento consigliati.
La dieta di 2 giorni richiede solo una dieta rigida per due giorni ogni settimana. Quindi, rispetto a molti piani dietetici probabilmente sarà molto più facile da mantenere sul lungo periodo.
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domenica 9 marzo 2014
domenica 18 agosto 2013
Gwyneth e la dieta senza glutine. Funziona?
In ritardo rispetto alla maggior parte delle diete 'dell'estate', arriva a fine Agosto la notizia che Gwyneth Paltrow ha perso ben 16 chili negli ultimi anni semplicemente seguendo un'alimentazione senza glutine (gluten-free), in pratica l'alimentazione seguita da chi soffre di celiachia. La Paltrow ha iniziato a seguire questa dieta perché i figli sono intolleranti al glutine.
Naturalmente la 'notizia' arriva proprio in concomitanza con l'uscita del prossimo libro della Paltrow dedicato alle ricette senza glutine. Non possiamo che catalogarla quindi nella sezione 'diete pubblicità', che si arrichisce anno dopo anno.
Ma al di là della mossa promozionale, c'è qualcosa di vero? Mangiare senza glutine aiuta a dimagrire?
La risposta che ci viene da dare, con simpatia, è: certo! Perché non troverete più nulla da mangiare! :)
Mangiare senza glutine infatti comporta eliminare dalla dieta tutti quei cibi che contengono glutine e che praticamente comprendono tutti i cibi a base di grano, quindi tutti i carboidrati, con esclusione solo del riso e delle patate.
Nella dieta non rimane quindi che comporre il menù con verdure, carne, pesce e appunto qui pochi carboidrati che si salvano (e che dopo un po' tendono a venire a noia proprio per la scarsa varietà).
Involontariamente si finisce così per praticare una dieta che non definiremmo iperproteica (come le classiche Atkins e Scarsdale o la più recente Dukan), ma per lo meno semi-proteica. E come ben sappiamo le diete proteiche fanno perdere peso nel breve periodo, ma sul lungo periodo rallentano il metabolismo, e danno una serie di effetti collaterali (stanchezza, mal di testa, spossatezza).
Di per sé, eliminare il glutine non comporta nessun 'risparmio calorico' evidente, trattandosi di una semplice proteina vegetale che non ha un valore calorico alto. Le paste senza glutine, fatte con varie farine diverse dal grano, hanno inoltre le stesse calorie della pasta comune. Sostituirle alla pasta normale non comporta risparmio di calorie.
Insomma cara Gwyneth i 16 kg in meno sono probabilmente dovuti alle limitazioni alimentari di una dieta senza pizza e senza pasta!
Naturalmente la 'notizia' arriva proprio in concomitanza con l'uscita del prossimo libro della Paltrow dedicato alle ricette senza glutine. Non possiamo che catalogarla quindi nella sezione 'diete pubblicità', che si arrichisce anno dopo anno.
Ma al di là della mossa promozionale, c'è qualcosa di vero? Mangiare senza glutine aiuta a dimagrire?
La risposta che ci viene da dare, con simpatia, è: certo! Perché non troverete più nulla da mangiare! :)
Mangiare senza glutine infatti comporta eliminare dalla dieta tutti quei cibi che contengono glutine e che praticamente comprendono tutti i cibi a base di grano, quindi tutti i carboidrati, con esclusione solo del riso e delle patate.
Nella dieta non rimane quindi che comporre il menù con verdure, carne, pesce e appunto qui pochi carboidrati che si salvano (e che dopo un po' tendono a venire a noia proprio per la scarsa varietà).
Involontariamente si finisce così per praticare una dieta che non definiremmo iperproteica (come le classiche Atkins e Scarsdale o la più recente Dukan), ma per lo meno semi-proteica. E come ben sappiamo le diete proteiche fanno perdere peso nel breve periodo, ma sul lungo periodo rallentano il metabolismo, e danno una serie di effetti collaterali (stanchezza, mal di testa, spossatezza).
Di per sé, eliminare il glutine non comporta nessun 'risparmio calorico' evidente, trattandosi di una semplice proteina vegetale che non ha un valore calorico alto. Le paste senza glutine, fatte con varie farine diverse dal grano, hanno inoltre le stesse calorie della pasta comune. Sostituirle alla pasta normale non comporta risparmio di calorie.
Insomma cara Gwyneth i 16 kg in meno sono probabilmente dovuti alle limitazioni alimentari di una dieta senza pizza e senza pasta!
domenica 27 gennaio 2013
La dieta tisanoreica: cosa è, funziona? Bello spot comunque.
Se seguite la TV, avrete notato che la dieta tisanoreica è recentemente sbarcata anche sui canali nazionali, con uno spot che vede protagonista l'inventore-proprietario-ispiratore di questo regime dimagrante.
La dieta tisanoreica è stata inventata proprio dall'ammiccante e loquace Gianluca Mech, proprietario dell'omonima azienda erboristica. Sarebbe infatti più corretto scrivere dieta tisanoreica®, con il marchietto del copyright, dal momento che si tratta di un metodo coperto da brevetto.
Questo regime associa l'utilizzo di estratti di erbe ottenuti ad una dieta dimagrante a basso contenuto di zuccheri (glucidi)... il che è un po' come dire una dieta 'iperproteica'. Ci sembra di avere già sentito parlare di queste diete in passato? Dalla vecchia Atkins alla recentissima e trendissima Dukan, la stragrande maggioranza delle diete 'alla moda' sono diete iperproteiche, che inducono la chetosi, ovvero obbligano l'organismo a bruciare i grassi per ottenere energia, in mancanza di zuccheri semplici e complessi.
Il signor Mech precisa però che la sua dieta non è una dieta iperproteica, perché non supera mai la dose massima giornaliera di proteine raccomandate (e ci mancherebbe, ci viene da commentare).
La parola chiave che viene inserita nella descrizione della strategia alimentare è decottopia. Come dice il sito ufficiale, la decottopia è un metodo erboristico tramandato nei secoli, che consente l'estrazione in forma liquida dei principi attivi di almeno 10 piante, senza l'utilizzo di alcol, zuccheri e conservanti.
Mentre ci interroghiamo sull'accento da dare a questa parola (decottòpia? decottopìa? forse era meglio decottotopia?), impariamo che la particolarità di questi estratti è che non ci sono solo le solite 3-4 erbe, ma 10 erbe, da cui il nome del prodotto (dal greco deka=dieci). A quanto pare 10 erbe sono sempre meglio di 4.
Come funziona
La dieta tisanoreica prevede due fasi. Nella prima fase, fase intensiva, si eliminano del tutto i carboidrati, sia semplici sia complessi. La verdura verde, cotta o cruda, può essere mangiata a volontà. Si possono mangiare carne, pesce e uova, in media una volta al giorno. Durante il giorno si devono consumare 4 pietanze a base di prodotti tisanoreica, ovvero integratori a base di erbe e proteici.
Nella seconda fase, o fase di stabilizzazione, le pietanze 'tisanoreiche' si riducono a due al giorno e si cominciano a reintrodurre i carboidrati a basso indice glicemico. In questa fase vanno ancora evitate la frutta, le patate, le verdure colorate.
Pro e contro
Pro: Come tutte le diete iperproteiche, anche la dieta tisanoreica permette di dimagrire in modo veloce nelle prime settimane. Le pietanze tisanoreiche vengono proposte con il sapore dei cibi che non possono essere mangiati nella prima fase (frutta, dolci), quindi risultano allettanti nonostante la natura 'inscatolata' della pietanza stessa.
Contro: La mancanza di carboidrati può causare stanchezza, astenia, nervosismo, mal di testa, ma si tratta dei classici sintomi da 'dieta senza zuccheri'. L'elemento negativo in più, e possibile barriera-ostacolo per la conclusione delle dieta è che può essere conclusa solo acquistando i prodotti tisanoreici, che si possono comprare solo presso farmacie, erboristerie, centri estetici...
In questo senso, il regime ricorda un po' i regimi dietetici di Herbalife (e anche un po' altri regimi di natura non dietetica... ma forse ci lasciamo condizionare dalla faccia del signor Mech che compare su quasi tutte le confezioni dei prodotti, sempre con lo stesso sorriso, ma con meches diverse nei capelli).
Infine...
Come per tutte le classiche diete ipoglucidiche/iperproteiche, è sempre in agguato il rischio di riprendere il peso perduto nel giro di pochi mesi dalla conclusone, in pratica una volta che si reintroducono i carboidrati. A quel punto sarete costretti di nuovo a comprare le pietanze con queste confezioni:
Fonti: http://www.dietaedintorni.net/2012/04/la-dieta-tisanoreica-come-funziona-pro.html
DIETA TISANOREICA
martedì 1 novembre 2011
Dieta Dukan: funziona solo per Kate?
L'evento mediatico del 2011 è stato il matrimonio principesco (nel senso letterale) di William, principe di Galles, e della sua storica findanzata, Kate Middleton. L'evento ha favorito la proliferazione di gadget, oggettistica, leggende e curiosità. Tra le tante notizie del gossip reale, non poteva mancare la soffiata sul regime alimentare seguito dalla bella Kate per entrare nel suo magnifico, e aderentissimo, abito nuziale firmato Alexander McQueen.

La sposina avrebbe seguito la dieta Dukan, inventata dal dottore francese Pierre Dukan, balzato così all'onore delle cronache dietologiche. Grazie alla testimonial "regale", la dieta del dottore Dukan si sarebbe guadagnata uno stuolo di seguaci, non sempre confermate, tra diverse star: Penelope Cruz, Gisele Bundchen, Jennifer Lopez e la onnipresente Pippa Middleton.
Ma che cosa è la dieta Dukan?
E soprattutto, funziona anche per le comuni borghesi?
Vediamo insieme la descrizione del regime. Si compone di 4 fasi:
Prima fase o Fase di attacco: sono i primi 7 giorni di dieta, durate i quali si possono perdere fino a 3 kg! Come direte? Beh, si possono mangiare, a scelta, ben 72 diversi cibi! Ben 72 diversi cibi? Fantastico, direte voi. Già, il problema è che tra i 72 cibi non compaiono pane, riso, e tutti i derivati dei cereali, in parole "dietologiche" non ci sono i carboidrati per una settimana.
Fase di crociera (è il nome ufficiale, non l'abbiamo inventato). Si continua mangiare cibi ricchi di proteine (leggi: no carboidrati), ma con l’aggiunta di 28 verdure specifiche (leggi: no patate). Normalmente si perde 1 kg a settimana.
Fase di consolidamento. Durante questa fase, vengono gradualmente introdotti i carboidrati durante due pasti a settimana.
Fase di stabilizzazione. Un giorno a settimana si mangiano solo cibi proteici (leggi: no carboidrati). In teoria questa fase non finisce mai... se non volete riprendere il peso.
Diciamo che la formula magica della dieta Dukan è semplice: no carboidrati!
Peccato che non si tratti di una grande novità dietologica: le diete iperproteiche, più recentemente rilanciate come diete a basso indice glicemico, sono ben note. Ma ben noti sono anche gli effetti collaterali: problemi renali per l'alto contenuto di proteine, perdita di liquidi più che di grassi, spossatezza e scarsa lucidità mentale per il basso livello di zuccheri nel sangue, tendenza a mostrare la sindrome del peso oscillante tra dimagrimenti e ritorni al peso perduto. In generale le diete iperproteiche si concludono con il ritorno al peso originario.
Anche per Kate, l'ipotetico prolungarsi
della dieta, non sembrare avere giovato molto, come si vede in questa foto comparativa:

Insomma, più che una dieta, una Pippa (Middleton).
domenica 11 aprile 2010
La dieta dei giorni alterni: un giorno digiuno, un giorno se magna

Un giorno digiuno e un giorno "buon appetito"!
Un recente studio americano ha "dimostrato" che l'alternanza di giorni a stecchetto e giorni di totale libertà calorica, consentirebbe di perdere peso in maniera più sicura rispetto alle classiche diete ipocaloriche.
Nello studio, 16 persone obese hanno alternato, per 8 settimane, un giorno di quasi digiuno (450 kcal come un pasto) e un giorno in cui non avevano restrizioni particolari, se non nella quantità totale di grassi. Dopo 2 mesi si è osservata una perdita media di peso di 5,6 kg.
Certamente questo su e giù di calorie non permette al metabolismo di adattarsi velocemente alla dieta, come accade nei regimi più restrittivi (dopo un po' non si dimagrisce più infatti).
Notevole, ma durevole? Questo non è dato pesarlo perché i risultati della dieta non sono stati valutati a distanza di tempo dalla conclusione dell'esperimento. Di certo non è educativa dal punto di vista alimentare, ma per perdere quei 3-4 kg di troppo potrebbe essere valida, se non ci sono problemi di salute.
sabato 24 ottobre 2009
Dieta Ornish: cereali, legumi e...meditazione!

Il dottor Dean Ornish ha inventato un regime che prevede 30 minuti di attività fisica quotidiana e 5 minuti di meditazione, da praticarsi in un luogo silenzioso e calmo.
Per il resto i consigli alimentari sono semplici e abbastanza ovvi: si mangiano solo verdure, frutta, cereali e soia, sempre in quantità moderate. Unico condimento permesso, l'olio di oliva. Sono ammesse piccole quantità di latticini a basso contenuto di grasso o da latte scremato. Troppo semplice, troppo ovvia come dieta dimagrante? Vi aspettavate un trucco?
E' doveroso sottolineare che il dottor Ornish non è uno dei tanti "maghi delle diete" in circolazione, ma un grande e rinominato esperto di malattie conorariche. E' famoso per avere dimostrato che è possibile ottenere la regressione dei sintomi dell'arterosclerosi coronarica attraverso una dieta adeguata, appunto la "dieta Ornish".
Per i pazienti del dottor Ornish la dieta era particolarmente severa e controllata anche nelle quantità, per tutti gli altri il buon senso (ecco la meditazione!) vi aiuterà a scegliere le quantità giuste: grazie alla bassissima percentuale di grassi il dimagrimento è assicurato così come il calo di colesterolo e trigliceridi.
Altri articoli simili:
giovedì 1 ottobre 2009
Cookie Diet: la dieta dei biscotti delle star

Mentre da noi impazza l'acai berry, in America siamo già arrivati alla prossima mania dietetica. A dire il vero, la Cookie Diet non è una grande novità: esiste già dagli anni '70 nella versione creata dal Dottor Siegal (il pioniere di questo tipo di dieta), ma commercializzata solo recentemente dall'anziano dottore.
La dieta dei biscotti è stata rilanciata a partire dall'anno scorso, grazie ad una serie di prodotti simili a quelle del Dottor Siegal (sempre biscotti) che sono stati lanciati sul mercato americano e, apparentemente, utilizzati anche dalla celebrities di Hollywood. Da questa invasione di prodotti deriva anche l'attenzione mediatica ricevuta dalla dieta dei biscotti. Cosa richiede la dieta? Nella versione creata dal dottor Siegal (e poi copiata da numerosi imitatori) consiste semplicemente in una dieta ipocalorica dove si assumono 500 kcal sotto forma di 5 biscotti spezzafame.
Naturalmente non si possono assumere biscotti qualunque, i Diet Cookies infatti sono biscotti speciali composti soprattutto da fibre e alimenti proteici, in grado di calmare il senso di fame velocemente.
Per ora i biscotti per la Cookie Diet non sono disponibili sul mercato italiano, ma non dubitiamo che arriveranno prima o poi.
Alessia Salvatore è una gran golosa di biscotti!
venerdì 25 settembre 2009
Dieta del pompelmo: un classicone

La dieta del pompelmo è una delle più conosciute diete dimagranti del mondo ed è tra le poche diete che sono riuscite a mantenersi in voga.
Conosciuta all'inizio come Hollywood Diet, la dieta del pompelmo una dieta a basso contenuto di carboidrati e piuttosto monotona nella formulazione, ecco perchè non è il caso di prolungarla oltre le due settimane. E' importante seguire una dieta di mantenimento perchè molti dei chili persi saranno "liquidi" e potranno essere riacquistati velocemente se non si cambia il proprio regime alimentare in maniera definitiva.
La dieta del pompelmo si basa sulle capacità antiossidanti e disintossicanti del pompelmo, e anche sulla sua (presunta) capacità di aumentare la velocità del metabolismo. Se non vi piace il gusto amaro del pompelmo potete scegliere la versione rosa che in genere ha un gusto più gradevole. Il succo di pompelmo da consumare nella dieta deve essere senza zucchero (ancora meglio se lo spremete voi direttamente dal frutto).
Ecco lo schema tipo della dieta:
COLAZIONE
1 bicchiere di succo di pompelmo
mezzo pompelmo
1 fetta di pane con un velo di marmellata oppure 3 biscotti
caffè o tè senza zucchero
SPUNTINO
1 yoghurt magro
PRANZO
mezzo pompelmo
insalata con 1 cucchiao di olio
carne
SPUNTINO
spremuta o succo di pompelmo
CENA
mezzo pompelmo
verdura verde ai ferri
pesce
Prima di andare a dormire: 1 bicchiere di latte scremato
Altre diete:
sabato 22 agosto 2009
Dieta dell'ormone HCG

Rieccoci con le ultime dal mondo delle diete!
Non vi preoccupate nessuna miracolosa nuova bacca sudamericana, questa volta passiamo direttamente alle iniezioni ormonali.
Tra le diete che riempiono giornali e blog di tutto il mondo trova sempre più spazio la cosiddetta dieta dell'ormone HCG. La dieta, già in voga negli anni '70, è stata rilanciata nel 2007 dal libro di Kevi Trudeau The Weight Loss Cure. Per la cronaca Kevin Trudeau è un discusso guru della salute americano, con alle spalle anche diverse condanne in tribunale per i suoi "lavori scientifici".
L'ormone HCG è il cosiddetto ormone della crescita: si trova nell'urina delle donne incinte, ma viene anche prodotto sinteticamente e nel caso delle iniezioni si tratta della forma sintetica. Questo ormone induce l'ipotalamo a smobilitare le riserve di grasso, insomma fa veramente quello che diversi prodotti dimagranti promettono da anni. Abbinate alle iniezioni bisogna seguire una dieta dimagrante.
E' molto probabile che il calo di peso sia più legato alla severissima dieta che viene raccomandata insieme alle iniezioni: solo 500 kcal al giorno (di solito non si scende mai sotto le 1000 anche nelle diete dimagranti più estreme).
Naturalmente le iniezioni di HCG si possono ottenere solo dopo prescrizione medica.
La dieta dell'ormone HCG non è mai stata approvata dalle autorità della Food and Drug Administration degli Stati Uniti.
Ultima utile considerazione: gli uomini che seguono la dieta potrebbero risultare positivi al test di gravidanza. Ottima idea per uno scherzo davvero originale e, a nostro avviso, unico impiego utile per questa dieta!
sabato 15 agosto 2009
La dieta preistorica o dieta paleolitica: cosa è? Funziona?

Mentre impazza la moda delle bacche di Acai, arriva in Italia una nuova dieta che promette, naturalmente, di perdere peso, ma anche e soprattutto di migliorare lo stato di salute generale, grazie ad un approccio... "primitivo".
La dieta preistorica o dieta paleolitica richiede di seguire il tipo di alimentazione che i nostri progenitori erano "costretti" a seguire per le limitate risorse a disposizione e per la mancanza di tecnologie sviluppate (leggi "fuoco").
Dato che gli uomini del paleolitico erano ancora principalmente cacciatori-raccoglitori e non ancora agricoltori-allevatori, la dieta paleolitica si basa principalmente sul consumo di carni e vegetali selvatici.
La dieta paleolitica consiste principalmente di carne, pesce, verdure, frutta e noci; non si consumano invece i prodotti dell'agricoltura, come cereali, legumi, latticini, sale, zucchero raffinato, oli e tutti i prodotti lavorati. Non ci sono indicazioni particolari su calorie e quantità. Chi segue la dieta paleolitica lo fa per la convinzione, in parte dimostrata da alcuni studi, che questo regime favorisca la buona salute. Le tribù che seguono ancora queste abitudini alimentari (ben poche ormai!) non soffrono di tutte quelle malattie "moderne" che affliggono i popoli civilizzati.
Una moda oppure un regime utile per disintossicarci dai prodotti troppo raffinati e sintetici che occupano le nostre tavole?
A voi la sentenza.
sabato 1 agosto 2009
Dieta dell'ananas: dimagrante e anti cellulite

L'ananas è noto per le sue proprietà sgonfianti: combatte la ritenzione idrica e per questo i suoi estratti si trovano in molti preparati anticellulite. L'ananas inoltre contiene anche una sostanza, la bromelina che facilita la digestione (tanto che nei paesi tropicali la carne cruda viene messa a "riposare" nel succo di ananas per favorire una sorta di precottura che la rende più digeribile e morbida). Ma perchè non approfittare direttamente delle proprietà dell'ananas, per perdere qualche chilo non solo di liquidi ma anche di grasso. Ecco una dieta depurativa e anticellulite da portare avanti per non più di una settimana, con moderazione e buon senso.
Colazione
succo d’ananas, una fetta di pane integrale con un velo di marmellata
Spuntino
Una fetta di ananas fresco
Pranzo
80 grammi di pasta al pomodoro
verdure cotte condite con un cucchiaiono di olio
due fette di ananas fresco
Merenda
Una fetta di ananas fresco
Cena
pollo o pesce ai ferri,
insalata o verdure crude condite con un cucchiaino di olio
due fette di ananas
martedì 9 giugno 2009
Dieta liquida per dimagrire prima del mare!
La dieta liquida "estrema" non è consigliabile per una serie di motivi come abbiamo avuto modo di spiegare in un post precedente. Tuttavia è possibile seguire una dieta dimagrante che combina la fase liquida e la fase solida in maniera equilibrata, così da poter godere degli effetti disintossicanti e dimagranti del "mangiar liquido" senza andare incontro a carenze alimentari. Durante l'estate inoltre la dieta liquida si segue più facilmente perché aiuta a reintegrare i liquidi persi.Insomma un bel frullato fresco fatto in casa al posto della pastasciutta può essere una buona idea se integrata con altre fonti proteiche.
Ecco un giorno tipo, con alcune varianti/sostituzioni possibili:
COLAZIONE
tisana con un cucchiaino di zucchero
3 biscotti integrali
SPUNTINO
1 yoghurt magro
PRANZO
frullato/centrifugato con due porzioni di frutta (1 mela + 1 banana per esempio)
insalata mista preferita condita con 1 cucchiaio di olio
un panino integrale
SPUNTINO
1 frutto
CENA
1 piatto di passato di verdura mista
pesce/pollo ai ferri
macedonia
sabato 11 aprile 2009
Dieta amara delle erbe o dieta delle erbe amare: insomma insalata

Ogni stagione ha la sua dieta dimagrante ideale. Mentre nel pieno dell'inverno vi consigliavamo la dieta delle arance per fare il pieno di vitamina C, ora che è arrivata la primavera dobbiamo approfittare delle verdure fresche che ci offre la stagione. Il periodo pasquale è, come si sa, il periodo delle erbe che si consumano, anche per tradizione religiosa, in grande quantità. Le verdura a foglia larga e verde (insalata, spinaci, biete, catalogna...) sono disintossicanti, sgonfiano e insomma purificano, soprattutto quelle che tendono ad avere un sottofondo amarognolo, come la catalogna e le erbe amare che crescono spontaneamente nelle campagna di tutta Italia (per raccoglierle fatevi aiutare da un occhio esperto però, sono un po' come i funghi).
Ecco il menù tipo giornaliero, con alcune varianti/sostituzioni possibili:
COLAZIONE
tè con un cucchiaino di zucchero
3 biscotti integrali
SPUNTINO
1 yoghurt magro
PRANZO
60 g di riso/pasta conditi con 1 cucchiaio di olio e verdure
insalata mista preferita condita con 1 cucchiaio di olio
macedonia
SPUNTINO
1 frutto
CENA
pesce/pollo ai ferri
200 g di biete/spinaci/catalogna/erbe amare condite con 1 cucchiaio di olio
1 frutto
venerdì 13 marzo 2009
L'indice glicemico - Conclusioni
Come spiegato nell'ultimo contributo sull'indice glicemico, le diete che si basano sull'indice glicemico (dieta Zona, dieta Montignac) prevedono in sintesi di preferire gli alimenti poveri di carboidrati che evitano i picchi di glicemia e i picchi di produzione di insulina, che come indicato nella dieta Montignac sono i responsabili del sovrappeso. I critici della dieta Montignac sostengono che si tratta dell'ennesima versione della dieta iper-proteica, che eliminando e demonizzando i carboidrati si finisce per ridurre drasticamente l'apporto calorico e non soltanto "i picchi glicemici". Questo accade perchè, anche se non si contano le calorie e le quantità, gli alimenti con basso indice glicemico sono anche, nella maggior parte dei casi, gli alimenti con un più basso contenuto calorico. Unica eccezione sono gli alimenti con alto contenuto di grassi, e, sorpresa sorpresa, la dieta Montignac raccomanda di limitare proprio i grassi, nonostante il loro basso indice glicemico. Insomma, la dieta Montignac non sarebbe altro che la classica dieta iper-proteica che demonizza i carboidrati, nascondeli questa volta sotto l'etichetta "alimenti ad alto indice glicemico".
mercoledì 11 marzo 2009
L'indice glicemico: la dieta Zona e la dieta Montignac

La dieta elaborata da Michel Montignac si basa sull'idea che il sovrappeso è il risultato di un'eccessiva produzione di insulina.
L’insulina regola la quantità di zuccheri nel sangue (glicemia). Quando il livello di zuccheri in circolazione sale, il pancreas secerne insulina per mantenere la glicemia al giusto grado: troppi zuccheri nel sangue infatti comportano una situazione problematica per l'organismo (iperglicemia). Tanto maggiore è la quantità di zuccheri introdotti, tanto maggiore sarà la quantità di insulina che dovrà essere prodotta dal pancreas. Secondo Montignac questo picco di insulina altera alcuni meccanismi metabolici (litogenesi), che portano l’organismo a "immagazzinare" i grassi. Obiettivo della dieta Montignac è perciò evitare i picchi di insulina nel sangue; per questo
Montignac non considera i suoi consigli una vera dieta: non ci conteggi di calorie, pesature, limiti di quantità... perchè non importa "quanto si mangia", ma "cosa si mangia": ovviamente si possono mangiare gli alimenti dall'indice glicemico basso, in modo da mantenere i livelli di insulina nei giusti valori. Vanno invece aboliti i cibi con indice glicemico alto. Sorpresa, sorpresa: gli alimenti con alto indice glicemico corrispondono ai carboidrati: derivati dei cereali come pane, pasta, patate, riso e zuccheri. Invece gli alimenti con indice glicemico basso troviamo tutti gli alimenti proteici (carne, pesce, soia), ma anche gli alimenti grassi! Perché spesso contengono pochi carboidrati e zuccheri.
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lunedì 9 marzo 2009
L'indice glicemico questo sconosciuto - Parte 3

Come spiegato nelle puntate precedenti, l'indice glicemico di un alimento dà una misura della velocità con la quale gli zuccheri di quell'alimento vengono assorbiti dal sistema digerente e messi in circolo nel sangue. L'indice glicemico perciò non indica le "calorie" di un cibo, tanto meno può indicare se un alimento è buono o cattivo dal punto di vista dietetico. Per esempio, i grassi da cucina (olio, burro) hanno un indice glicemico basso, perché non contengono zuccheri, ma appunto... grassi. Il latte intero ha un indice glicemico più basso del latte scremato, perchè contiene più grassi; tuttavia 100 g di latte intero hanno sicuramente più calorie di 100 g di latte scremato.
Un altro elemento da notare sono i valori molto ampi che l'indice glicemico può mostrare per uno stesso tipo di alimento: una pera può avere indici glicemici molto diversi, in base alla varietà, al grado di maturazione (più è matura, più è dolce, più alto è l'indice glicemico). E' molto importante chiarire questo punto: gli alimenti con alto indice glicemico non "fanno ingrassare" in maniera diretta, come sembrerebbe dall'informazione più superficiale che è stata rielaborata a partire dalle ultime diete dimagranti in voga.
Nel prossimo articolo parleremo in fatti di come l'indice glicemico viene impiegato nella dieta Montignac e nelle ultime diete dimagranti più famose.
venerdì 6 marzo 2009
L'indice glicemico, questo sconosciuto - Parte 2

Avevamo definito l'indice glicemico come un valore relativo a un punto di riferimento stabilito a priori dai nutrizionisti: il punto di riferimento è la velocità di innalzamento della glicemia provocata dallo zucchero nella sua forma più semplice, il glucosio. Al glucosio viene attribuito il valore di 100.
In pratica se un alimento possiede un indice glicemico di 50, vuol dire che l'alimento fa alzare la glicemia con una velocità che è la metà di quella del glucosio.
Come si fa a calcolare l'indice glicemico di un alimento?
L'indice glicemico viene calcolato attraverso test sperimentali, facendo assumere ad un soggetto 100 g di un certo alimento e misurando poi l'innalzamento della glicemia (concentrazione degli zuccheri nel sangue). Gli indici glicemici dei principali alimenti vengono poi riportati in tabelle. E' importante sapere qual è il punto di riferimento delle tabelle degli indici glicemici. Esistono infatti tabelle diverse, dove l'alimento di riferimento non è il glucosio, ma il pane bianco, un alimento usato nella vita reale, a differenza del glucosio, che viene usato solo per studi scientifici. Quando parliamo di glucosio infatti non stiamo parlando dello zucchero bianco comunemente utilizzato in cucina, ma ad un composto raffinato utilizzato in ambito medico e per alcune preparazioni speciali di pasticceria. Qui è possibile trovare una tabella con riferimento al pane bianco e senza legami con diete dimagranti sponsorizzate (il sito è dedicato ai diabetici per i quali l'indice glicemico ha una notevole importanza per gestire meglio i picchi glicemici).
Nella prossima puntata analizziamo la tabella per vedere quali suggerimenti ci dà...
mercoledì 4 marzo 2009
L'indice glicemico degli alimenti - Parte 1

L'indice glicemico: questo sconosciuto... Chi si muove nel mondo delle diete dimagranti per passione (?) o per bisogno, avrà sicuramente sentito parlare dell'indice glicemico moltissime volte: mangia questo invece che quello perchè ha un indice glicemico basso, bisogna eliminare gli alimenti ad alto indice glicemico... L'indice glicemico è praticamente il protagonista dell'ultima dieta-fenomeno che ha attraversato l'Atlantico, la dieta a Zona, ma c'è persino una dieta detta dell'indice glicemico (o dieta Montignac, dal nome dell'inventore), ma l'indice glicemico è entrato a far parte delle versioni aggiornate delle classiche diete proteiche: la dieta Atkins, la South Beach... Ma che cosa è? Ce l'hanno solo alcuni alimenti?
Spiegare cosa è l'indice glicemico, come agisce e cosa c'entra con le diete dimagranti non è semplicissimo. Perciò spiegheremo i misteri dell'indice glicemico nell'arco di 3 post.
L'indice glicemico di un certo alimento indica la velocità con cui aumenta la concentrazione di zuccheri nel sangue dopo avere mangiato 50 g di quell'alimento. L'indice glicemico non è un valore assoluto, ma un valore percentuale, espresso in rapporto alla velocità di aumento della concentrazione di zuccheri dopo avere asssunto 50g di zucchero "puro". Capito niente? Seguiteci al prossimo post che verrà pubblicato venerdì! Oppure iscrivetevi al feed RSS o al servizio di post via email.
venerdì 20 febbraio 2009
La dieta del 2009: Acai Berry per tutti!
La dieta della banana ha dominato il 2008 italiano ed è tuttora in fase di avanzamento in Italia. Per avere informazioni su questo regime alimentare che viene dal Giappone, leggete i nostri precedenti post sulla dieta della banana.
Ma per quanto riguarda il 2009, prevediamo che la nuova dieta alla moda sarà molto probabilmente la Acai Berry Diet, o traducendo in italiano, la dieta dell'acai. L'acai (o açaì) è un frutto, esattamente una bacca, che cresce soltanto in alcune zone del Brasile, nella regione amazzonica. Si tratta di un frutto tradizionalmente usato dalle tribù indios e utilizzato da molto tempo anche dai brasiliani. Non esiste una specifica dieta dell'acai, ma un vero e proprio proliferare di dieta, più o meno ipocaloriche, che integrano il frutto o meglio ancora i preparati, le bevande, gli estratti a base di acai.
La frenesia mediatica attorno a questo frutto è stata così grande che anche i grandi marchi alimentari americani hanno rinnovato molti prodotti a base di Acai (compresse, succhi di frutta, mix di cereali e le già discusse "acque vitaminizzate").
Cosa c'è di vero? Il potere antiossidante dell'acai è stato provato scientificamente in maniera certa: sembra davvero essere il frutto più prodigioso finora scoperto. Questo comporta anche il fatto che le bacche di acai sono molto costose e lo sono anche i suoi derivati. Ma fanno dimagrire? La fama dell'acai è così potente che diverse diete dimagranti la vedono protagonista come agente "dimagrante"... Vedremo come arriverà in Italia!
Per chi vuole provare direttamente è possibile ordinare velocemente le compresse a base di Acai anche online.
lunedì 16 febbraio 2009
La dieta contro l'influenza di stagione.. e si dimagrisce!

Non so a casa vostra, ma a casa nostra l'influenza sembra avere colpito in ritardo. Dalla fine di Gennaio ad oggi, una vera epidemia di febbre alta con mal di testa si è abbattuta tra colleghi e conoscenti. Certo l'influenza non sempre si può evitare, ma si possono creare le condizioni per , anche attraverso l'alimentazione. Una bella dieta con un contenuto di calorie leggermente ridotto e una percentuale maggiore di vegetali freschi e ad alto contenuto di vitamina C. In genere si tende ad associare alla dieta l'idea di debolezza, ma come è stato dimostrato da tempo, una volta garantito l'apporto calorico necessario, l'equazione più calorie più salute non ha nessun senso, anzi...
In realtà una dieta più controllata che ci "costringe" a integrare più frutta e verdura per innalzare le quote vitaminiche del nostro organismo, inevitabilmente ci porterà a perdere qualche chilo nel corso di un mese. E anche se non vi sentite a rischio influenza (magari l'avete già fatta) si tratta comunque di un breve regime disintossicante, ideale per chiudere l'inverno e affrontare la primavera a braccia aperte... marzo è sempre più vicino!Ecco una giornata tipo con le possibili sostituzioni:
COLAZIONE
1 yoghurt probiotico
30 g di pane o cereali
caffè/tè con 1 cucchiaino di zucchero
PRANZO
80 g di riso/pasta con condimento leggero
200 g circa di verdura cotta o cruda condita con 1 cucchiaio di olio
1 agrume (1 arancia/ 1 pompelmo/ 2 clementine)
CENA
100 g di pesce/carne bianca ai ferri
verdura cotta o cruda condita con 1 cucchiaio di olio
1 agrume (1 arancia/ 1 pompelmo/ 2 clementine)
Photo Credit: vanz
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