Visualizzazione post con etichetta Consigli per dimagrire. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Consigli per dimagrire. Mostra tutti i post

giovedì 12 settembre 2013

Pasta Shirataki: fa dimagrire?


Pasta. Amore e Odio.
Il piatto preferito degli italiani è il piatto preferito... di tutti quelli che sono a dieta! E se non lo era prima che si mettesse a dieta... lo diventa non appena si mette a dieta.
Il fatto che la pasta sia composta per la quasi totalità di carboidrati e abbia un apporto calorico di circa 340 kcal per 100 g (e prima che arrivino i condimenti!) non depone a suo favore.
Il fatto che abbia un effetto euforizzante grazie agli zuccheri complessi e alla sensazione di 'stomaco pieno' che regala.
Ma ecco la soluzione che combina Amore e Odio. Per rendere la pasta dieteticamente innocua basta togliere tutti gli zuccheri complessi dalla pasta! E fare una pasta fatta di altri 'componenti'.
La pasta senza calorie.

Shirataki è un alimento tradizionale della cucina gapponese, derivato da una radice locale, chiamata konjac. Dalla radice viene estratto il glucomannano, una fibra che viene lavorata fino a produrre pasta, di solito nella forma di spaghetti.
Shirataki è diventata famosa in occidente grazie alla diffusione della dieta Dukan, che necessita di alimenti a basso contenuto di zuccheri e carboidrati e quindi deve bannare del tutto la pasta. La pasta shirataki è diventato il sostituto ufficiale della pasta per i seguaci della dieta Dukan. Il contenuto calorico è di sole 10 kcal per 100 g, quindi virtualmente nessuna caloria per porzione di pasta a persona.

La pasta Shirataki può essere comprata nei negozi di alimenti dietetici e erboristerie che vendono alimenti per la dieta Dukan.
La sensazione di 'stomaco pieno' è simile a quella della pasta, anche se ovviamente non avendo contenuto di zuccheri e carboidrati non si ha nessun picco di zuccheri e nessun picco di insulina. Quindi la sensazione di fame può colpire molto presto dopo il pasto, soprattutto se si ha una vita lavorativa intensa.

E il gusto?
E qui ci prendiamo la rivincitA!
Per quanto utili in una dieta dietetica, gli shirataki hanno quel classico sapore completamente neutro e quella consistenza un po' gommosa che si ritrova negli spaghetti 'orientali', di riso e soprattutto di soia.
Il condimento con classici sughi e ricette italiane aiuta comunque a ottenere ricette gustose e appetibili: quindi con le giuste ricette, si tratta di un aiuto importante per chi è a dieta.


mercoledì 7 ottobre 2009

4 modi per restare motivati quando si è a dieta

La motivazione è fondamentale per portare a termine una dieta dimagrante. La cura dell'aspetto psicologico è importante quanto i menù e l'esercizio fisico. Chi è a dieta spesso non è al primo tentativo, ma all'ennesimo e il fallimento spesso è legato alla mancanze di motivazione.

Ecco 4 semplici modi per restare motivati:

1) Accettazione: è importante non avere fretta e accettare il fatto che tutte le diete dimagranti che hanno effetti a lungo termine devono essere portate avanti per un periodo lungo. Non esistono scorciatoie ... e le scorciatoie di solito portano a una nuova dieta dopo pochi mesi.

2) Leggere storie di successo: avere un supporto costante è importante per mantenere alta la motivazione. Se non avete molto "supporto morale" da amici e parenti e non potete pagarvi un "motivatore", cercate di tenervi informati leggendo riviste dedicate al benessere (le edicole ne sono piene) e visitando siti e forum dove potete trovare i consigli e le storie personali ha portato a termine la missione!

3) Stabilisci degli obiettivi intermedi: se la meta finale vi sembra sempre troppo lontana, stabilite degli obiettivi intermedi (- tot kg in tot settimane, - tot cm in vita in tot settimane...), così che potrete confortarvi di essere a metà strada oppure quasi alla fine... ma non ponetevi obiettivi impossibili altrimenti se non li raggiungete, perderete la motivazione!

4) Visualizza il tuo obiettivo finale: visualizzati vincente, con tanti kg in meno, vestiti più belli, un corpo più leggero, una vita più leggera!

Articoli correlati:

lunedì 28 settembre 2009

Fame nervosa: 3 modi per dire basta!

Più che fame nervosa, sarebbe meglio chiamarla fame emotiva: se ne soffrite, sapete bene che non sono solo gli sbalzi di umore che innescano la voglia di mangiare oppure le situazioni negative, ma anche emozioni molto più comuni come la semplice noia o la tensione costante che non ci lascia mai.




Bene è arrivato il momento di dire STOP alla fame nervosa!

3 step per fermare la fame nervosa:
- Riconoscerla: ogni volta che mangiate fuori pasto, scrivete nel vostro diario come vi sentite. Così imparerete a capire esattamente quale emozione o quale situazione innesca la vostra fame nervosa.
- Evitarla: quando avrete imparato cosa provoca le vostre crisi di fame nervosa, potrete anche imparare a percorrere nuove strade, per evitare che si presentino le condizioni pericolose. Parlare con il capo prima di pranzo vi fa divorare una pizza intera? Rimandate gli incontri nel dopopranzo oppure cercate canali di comunicazione meno diretti (email?).
Fare tardi sul lavoro vi fa svuotare la macchinetta delle merendine? Organizzatevi con degli snack più semplici che vi portate da casa oppure, se il lavoro lo permette, finite a casa il vostro compito, dopo una serena cena in famiglia...
Passate molto bene al telefono e siete estenuati dopo ogni telefonata? Un bicchiere d'acqua fresca può rigenerarvi. In fondo avete solo la gola secca!
- Sfruttarla! Il vostro nemico diventa il vostro migliore amico. Dopotutto non si tratta di vera fame, ma di energia e tensione che non riescono a spendersi correttamente. E allora sfruttatela a vostro vantaggio. Se gli attacchi vi colgono a fine giornata o nel fine settimana (dopo il lavoro è un classico!) approfittatene per rendere al meglio in palestra, in piscina, al corso di ballo oppure in una bella passeggiata prima di cena.

Altri consigli per dimagrire:


lunedì 21 settembre 2009

Le fibre sì, le fibre no... la terra dei cachi!





















Le fibre sì, le fibre no... la terra dei cachi!
Le fibre sì...
Ci sono poche cose certe nelle diete dimagranti e nei consigli alimentari che sentiamo propinarci da anni; le fibre fanno bene e bisogna mangiare tante fibre integrali perchè nell'ordine:
- fanno volume nello stomaco e perciò saziano per forza (opinabile)
- essendo inerti, limitano l'assorbimento di alcune sostanze come i grassi (ma non solo quelli)
- ripuliscono l'intestino dalle scorie

Tradizionalmente quando parliamo di fibre tutti pensiamo alla crusca, ai cibi integrali: queste fibre sono le fibre insolubili, che non si sciolgono nell'intestino e quindi transitano inalterate nell'intestino. Esistono anche le fibre solubili che fanno altrettanto bene, però hanno sempre goduto di minore pubblicità. E invece...

Le fibre no...
Una recente ricerca olandese conferma l'esperienza diretta di molte persone che hanno visto semplicemente un peggioramento della propria qualità di vita dopo l'assunzione prolungata (3 mesi) di fibre insolubili, con l'insorgere di stitichezza e costipazione. Ironicamente le fibre insolubili sono state sempre consigliate per combattere la stitichezza e il colon irritabile. A conferma dell'esperienza reale, la ricerca sostiene che le fibre insolubili spesso peggiorano il colon irritabile, la costipazione e non aiutano più di tanto nelle diete dimagranti.
Utili invece si rivelano le fibre solubili perchè pre-biotiche, ovvero aiutano lo sviluppo dei batteri probiotici dell'intestino (che se le mangiano letteralmente). I batteri regolano l'intestino irritabile combattendo sia stitichezza che diarrea, e hanno un buon effetto saziante, senza provocare l'effetto tappo. Le fibre solubili si trovano nella frutta e nella verdura, soprattutto nella buccia.

La terra dei cachi.
A proposito i cachi contengono altissime percentuale di fibre solubili! E siamo nella stagione giusta.

sabato 12 settembre 2009

Dimagrire con i social media! Ecco come...






















Dimagrire con Twitter e Facebook?

Sempre più persone utilizzano i social network per costruirsi un diario pubblico, da condividere con amici e conoscenti. Molte persone che si trovano a dieta hanno scoperto che seguire la propria dieta via social network può essere utile per il successo della dieta stessa!

I social media possono infatti sostituirsi al diario personale della dieta... che in questo caso non sarà esattamente personale e tanto meno privato.
Potete "postare" i vostri aggiornamenti quotidiani sulla dieta che state seguendo, sui vostri progressi, sulle vostre "tentazioni", del tipo: "Ho voglia di un gelato al cioccolato... aiutatemi!"..e i vostri amici vi verranno in soccorso con i loro commenti.

Perchè funziona?
- Perché dire pubblicamente che volete dimagrire, vi obbliga a rispettare l'impegno preso, s enon altro per non fare brutta figura di fronte a tutta la Rete! E' una specie di contratto!
- Perchè il supporto morale (consigli, incoraggiamenti, distrazioni dalla fame perenne), vi permette di non vivere la classica "solitudine" di chi è a dieta
- Perchè ogni volta che postate un aggiornamento, siete costretti a focalizzarvi sul vostro regime (non solo dieta, ma anche esercizio fisico, cambio di abitudini...) e questo vi aiuta a rimanere concentrati e a correggere gli errori


Da evitare se...
...se i vostri amici non sono esattamente disponibili a supportarvi nella dieta e si lanciano in battute e doppi sensi, evitate di esporvi ulteriormente ai loro scherzi. E' una reazione normale: chi vi è vicino ha paura del vostro cambiamento, ma non è utile per chi sta seguendo una dieta!
...se sentite troppo il peso del giudizio altrui, anche quando non è espresso, evitate di esporvi troppo, nel vostro caso la solitudine fa bene!

giovedì 11 giugno 2009

Latte e cereali per fare sport e dimagrire


Siamo felici di scoprire che i nostri consigli di buon senso spesso vengono confermati dalle fonti più autorevoli. Tempo fa avevamo consigliato di seguire cenare a "latte e cereali" per 2-3 giorni alla settimana (un po' come facevano i nostri nonni che cenavano spesso con pane e latte) per ottenere un piccolo e graduale calo di peso, mantenendo l'apporto ideale di proteine, vitamine e sali minerali, all'interno di una dieta bilanciata.
Qualche giorno fa, Il Corriere ha pubblicato un articolo che cita uno studio realizzato su alcuni ciclisti dall'Università del Texas.
Dopo avere fatto un allenamento, i ciclisti sono stati rifocillati in maniera diversa. Al alcuni è stata data una tazza di latte e cereali, ad altri uno sport drink. Misurando la sintesi delle proteine e la ricostituzione delle riserve di glicogeno, due elementi che servono a capire quanto e come si sta recuperando dopo un allenamento, latte&cereali hanno dati gli stessi risultati dello sport drink!
Cosa aspettate? Fate scorta dei vostri cereali preferiti!

venerdì 13 febbraio 2009

Dimagrire per sempre: la dieta consapevole






















Carboidrati, proteibe, zuccheri, calorie: chi cerca di dimagrire è comprensibilmente ossessionato da cosa mangiare. Ma tanto importante quanto il "cosa mangiamo" è il "come mangiamo". Oltre alle abitudini alimentari sbagliate, esiste anche un atteggiamento di base sbagliato che è abbastanza comune in tutte le persone che sono in sovrappeso. Chi è in sovrappeso mangia sovrappensiero (eh sì!) e annulla gli effetti positivi di una dieta dimagrante nel giro di pochissimo tempo. Se non si presta attenzione all'atto di mangiare, è facile mangiare molto di più e molto oltre la sensazione di sazietà perchè, semplicemente, il messaggio non arriva alla nostra consapevolezza. 

- Bandire TV e PC mentre si mangia (per lo meno mentre si consumano  i pasti principali)

- Apparecchiare la tavola, non mangiare in piedi, non mangiare direttamente dalle pentole o dalle confezioni di cibo: il pasto deve avere un inizio e una fine, un confine, un tempo preciso.

- Mangiare da soli o con pochissime persone: è brutto, ma l'idea è che tutto quello che distrae dal cibo (come la TV) deve essere limitato e purtroppo la compagnia a tavola distrae moltissimo prolungando i pasti e distogliendo l'attenzione da quanto si mangia e da quanto si è mangiato.

Photo Credit: burningimage

mercoledì 11 febbraio 2009

Dieta yo-yo: mangia quel cioccolatino!
























La maggior parte delle persone a dieta... falliscono la loro dieta. La cosa curiosa è che il fallimento non è spesso un fallimento generale, cioè una incapacità di seguire il regime alimentare assegnato. Al contrario, il fallimento della dieta dimagrante è spesso innescato da un singolo evento che rompe la "perfezione" dello schema alimentare che si sta seguendo. Una volta rotto l'incanto, come in una formula magica pronunciata male, tutto l'impianto che ha retto la dieta (motivazione, auto-disciplina, costanza) cade di botto e si trascina dietro la stessa idea del mettersi a dieta e dello stare a dieta. Questo "evento" dirompente è spesso una piccola infrazione: il pane che accompagna l'insalata, le patatine offerte dal collega, il cioccolatino imprevisto al bancone del bar. Rinunciare a settimane di dieta per un cioccolatino? Visto dall'esterno, da una persona che non sta a dieta, sembra certamente una reazione isterica! Eppure nella psicologia di chi sta a dieta ha un senso: il timore di non farcela, la paura di lasciarsi andare alla fame e alle voglie è così potente e continuamente presente, che anche il più piccolo inciampo nel percorso si presenta come la dimostrazione che non si può resistere, che non ce la si farà mai. E perciò, che senso ha trattenersi e rimettersi in carreggiata?
La soluzione sta nella consapevolezza con cui si rompe la dieta: un biscotto, una coca cola potranno sballare il conteggio giornaliero delle calorie, ma non delle calorie settimanali se prenderete le vostre contromisure il giorno dopo.
La soluzione, nei casi più gravi di "senso di colpa" potrebbe essere addirittura "mettere le mani avanti", nel senso di assicurarsi di rompere la regola una volta al giorno (sempre in piccole quantità) così da togliersi la voglia senza rovinare tutto il lavoro fatto. Certo, così perderete 3 chili invece di 4... ma non dovrete ricominciare daccapo tra un mese!


lunedì 9 febbraio 2009

Le abitudini dei magri "per costituzione"

Dopo il metabolismo lento e le ossa grandi, analizziamo un altro luogo comune della dietoloa comune: i magri "per costituzione".
E' vero che il metabolismo può essere più o meno veloce da persona a persona, anche per motivi fisiologici determinati dal nostro patrimonio genetico... tuttavia spesso quello che una persona è viene determinato più da quello che fa piuttosto che da quello che è. Se una porta è stretta, certamente E' stretta, ma lo è perchè è stata costruita così. E' probabile che molte delle persone magre che invidiate, seguano, magari in maniera inconsapevole, delle abitudini di vita e alimentari che le aiutano a mantenersi snelle. Eccone alcune...

Le persone magre:

...non stanno mai ferme. Si alzano per cambiare canale, passeggiano per casa mentre parlano al cellulare, salgono le scale a piedi per prendere il treno in ritardo, si stirano mentre guardano la tv sul divano, e soprattutto, non vanno in palestra.

...mangiano più proteine. Mangiano, mangiano quei maledetti! Ma spesso sono persone che preferiscono la carne alla pasta, il pesce alla pizza. I cibi proteici sono, a parità di peso e volume, meno calorici dei cibi ad alto contenuto di carboidrati e zuccheri.

...mangiano porzioni piccole. Mangiano burro, creme, dolci: un fiocco sulle fette biscottate, un assaggio di cioccolato. Quei maledetti mangiano tutto, ma poco di tutto dobbiamo dirlo.

...se ne fregano del loro peso e della loro linea. E per forza! - Direte voi - sono magri di costituzione! E se la magrezza fosse il risultato del menefreghismo e non la sua causa? Avete notato che ingrassate nel momento stesso che vi mettete a dieta? Scatta subito il meccanismo di ribellione? E allora non vi tormentate con regole e privazioni. Seguite il vostro istinto.


martedì 3 febbraio 2009

Ho le ossa grandi e il metabolismo lento





















Ho le ossa grandi e il metabolismo lento. 
Quanti di voi non hanno mai usato queste scuse "scientifiche" per giustificare il sovrappeso?
Il metabolismo lento in effetti può essere un fatto di costituzione, prima di affermarlo bisognerebbe però valutare quanto movimento e attività fisica si fanno: se si è attivi come un bradipo è ovvio che il metabolismo è lento! Se si fa attività fisica, anche molto leggera il metabolismo si sveglia. Qualche aiuto per svegliare il metabolismo arriva anche da alcune scelte alimentari.

Mangiare spesso: ogni volta che mangiamo, il sistema digerente si sveglia, si riscalda, brucia energia e riattiva il metabolismo per portare a termine le funzioni digestive. Più spesso mangiamo e più spesso si riattiva. Mangiare spesso perciò tiene il metabolismo su di giri e consuma più calorie. Naturalmente il totale delle calorie giornaliere deve rimanere lo stesso!

Mangiare proteine: le proteine sono complesse da digerire, ci vuole molto più lavoro e molto più tempo per scomporre le proteine nell'apparato digerente. Il metabolismo rimane così attivo più a lungo.

Fare colazione: al mattino il metabolismo è al minimo, a causa del lungo riposo notturno; l'ideale è risvegliarlo subito mangiando una colazione completa di carboidrati (pane) e proteine (latte, yoghurt).

Mangiare spezie (peperoncino in particolare): le spezie e il peperoncino in particolare accelerano il metabolismo e (proteggono da molte infezioni!)

Tè verde: il magico tè verde, ormai comunissimo in tutti i supermercati, e aiuta a bruciare più calorie, soprattutto se lo si sorseggia tutta la giornata.

Photo Credit: duegnazio

lunedì 2 febbraio 2009

Il braccialetto per dimagrire: fattelo in casa!

Da quando Lance Armstrong lanciò il suo famoso braccialetto giallo, simbolo della raccolta fondi per la ricerca contro i tumori, abbiamo visto proliferare  tutta una serie di bracciali di gomma, in vari colori, a sostegno di tante cause.
Il braccialetto "benefico" non è soltanto il simbolo della piccola donazione, ma anche una "affermazione". Il braccialetto benefico dice "io sto dalla parte di", "io sostengo questo": quando lo portiamo, lo portiamo perchè vogliamo comunicare agli altri la nostra intenzione ed è per noi un costante promemoria della nostra intenzione. Questa funzione del braccialetto è stata applicata da una società americana ad una serie di braccialetti dedicati a chi deve perdere peso: il braccialetto per la dieta viene venduto qui con le istruzioni per caricarlo di energia positiva e tanta buona volontà! Ma perchè spendere soldi per una risorsa non materiale? Fatevelo in casa con un braccialetto decente!
Comprate un braccialetto che vi piace, meglio evitare i braccialetti perchè la vostra memoria li associa già ad esperienze passate, e parlategli per 10 minuti tutti i giorni (magari mentalmente): esprimete con frasi brevi e assertive ("Voglio dimagrire", non "Vorrei, mi piacerebbe...") le vostre intenzioni e i vostri obiettivi per quanto riguarda la perdita di peso. E poi indossatelo sempre, quando allungherete la mano per prendere un bombolone, l'occhio vi cascherà sul braccialetto e il mantra "Voglio dimagrire" risuonerà nella vostra testa...
Namaste!

mercoledì 28 gennaio 2009

Dormire per dimagrire: la dieta del sonno





















Calorie, bilance, esercizi... quando si programma una dieta dimagrante, anche quella più scrupolosa, anche quella progettata insieme al dietologo, si tengono in considerazione diversi fattori che possono aiutare la perdita di peso, andando a toccare diversi aspetti delle abitudini e della quotidianità del "paziente". Stranamente, un elemento che viene toccato di raro, risulta essere invece fondamentale per assestare la perdita di peso e per aiutare psicologicamente la persona in sovrappeso: dormire. Dormire almeno 7 ore per notte aiuta l'organismo a produrre ormoni che placano il senso della fame, mentre, al contrario la carenza di sonno favorisce l'irrequietezza e il senso di fame (anche per la accresciuta "attività notturna"). Il rischio di scivolare in pericolose crisi di fame nervosa incombe costantemente nelle persone a dieta e si aggrava se non si dorme a sufficienza. 
Non pensate sempre a quanta fame avete, dormiteci sopra.


Photo Credit: Mayr

lunedì 19 gennaio 2009

Miti dimagranti: fare esercizio a stomaco vuoto?

Dimagrire è ormai un tema fisso della nostra società e come tutto quello che ossessiona la nostra vita comune, anche 
Alcuni di queste leggende metropolitane sul dimagrimento sono in realtà derivate da alcune "considerazioni" scientifiche
Ecco alcuni "miti dimagranti" in circolazione, vediamo quali sono completamente falsi e quali invece nascondono una verità...

1) Le spezie aumentano la velocità  del metabolismo e perciò aiutano a bruciare più calorie.
Questa è una delle classiche bufale di origine scientifica: è vero che esperimenti hanno dimostrato questa capacità delle spezie, ma la quantità di pepe o di curry che dovreste aggiungere ai vostri cibi per ottenere l'effetto li renderebbe immangiabili.
Balla!

2) Bere acqua fredda aumenta il metabolismo (di nuovo!)
Idem, come sopra. Diverse ricerche hanno dimostrato, come è abbastanza ovvio anche per il buon senso comune, che quando il corpo è freddo, il metabolismo deve accelerare per mantenere la temperatura corporea costante. La differenza apportata da un bicchiere d'acqua fredda è però minima!
Balla!

3) Fare attività fisica prima di mangiare o a stomaco vuoto, fa bruciare più calorie.
Questo mito invece sembra essere confermato. Se si fa attività fisica a stomaco vuoto, il corpo consuma direttamente le riserve di grasso, invece degli zuccheri e dei carboidrati appena assorbiti. Ecco perchè, se fate attività fisica al mattino (magari jogging prima di andare a lavorare) è meglio rimandare la colazione alla fine dell'allenamento, se avete come obiettivo la perdita di peso. Sempre che non abbiate difficoltà a portare a termine la sessione di attività fisica a stomaco vuoto.
Mito confermato!

mercoledì 31 dicembre 2008

Le 4 migliori scuse per mangiare quello che vi pare a Natale


In questo periodo festivo è quasi impossibile resistere alle tentazioni della gola che ci vengono proposte ovunque. Certamente anche voi avete una lunga lista di scuse che si adattano perfettamente alle vostre abitudini, ma nel caso abbiate bisogno di qualche suggerimento, ecco una lista di scuse per rompere tutti i vostri buoni propositi con una buona scusa. Giusto quello che server per arrivare al 1 Gennaio e iniziare la nuova dieta!

- Le cose preparate in casa fanno bene. Sempre.
Si sa, una volta il sovrappeso non esisteva perchè tutti mangiavano in casa, i pasti erano cucinati dall'inizio alla fine dalle mani della mamma... ecco perchè la mano pesante della mamma con il burro non avrà nessun effetto sul conteggio calorico.

- Gli avanzi non si possono buttare. E' uno spreco.
Quell'ultima fetta di lasagna, quell'ultima coscia di tacchino, quell'ultima fetta di panettone solitaria... troppo poco per regalarla a qualche mensa per bisognosi, ma davvero troppo per buttarlo via subito: sarebbe un sacrilegio a Natale! Meglio usarli per la cena invece della minestrina...

- Gli assaggini non contengono calorie. Perciò, perchè non spizzicare qua e là sui vassoi degli antipasti? La quantità 

E infine la mia preferita:

- Il cibo rubato non ingrassa. Potete liberamente rubacchiare dai piatti dei vostri commensali, con il solito "mi fai assaggiare?". Non potrete ingrassare perchè quelle calorie non sono destinate a voi, ma sono capitate nel vostro piatto "per caso".

Photo Credit: jakub_hla

lunedì 29 dicembre 2008

5 modi per annientare la potenza dei regali di Natale

Siete riusciti a evitare di assaggiare tutto quello che avete preparato per il pranzo di Natale, avete stabilito un programma di dieta preventiva, insomma state facendo tutto quello che umanamente potete per mantenere i vostri buoni propositi per un Natale ipocalorico. Ma loro, i vostri parenti, amici, vicini di casa (meglio conosciuti come "i sabotatori") continuano a inondarvi di regali gastronomici che sostano per tutti gli angoli della vostra casa, in attesa di un vostro momento di debolezza... Come fare?

- Pensate ai vostri parenti, amici, vicini di casa... Evviva il riciclo!
Rifilate tutte le vostre tentazioni ad altre persone, possibilmente non imparentate con i mittenti del regalo.
Se qualcuno dovesse chiedervi che fine ha fatto il barattolo di conserve che vi ha regalato, dite che era talmente buono che l'avete già finito tutto!

- Portate i regali ai vostri colleghi di lavoro... e rovinate la loro dieta!

- Organizzate una serata per concludere le feste con gli amici e lasciateli divorare tutti i vostri regali ad alta gradazione calorica.

- Seppellite i regali nel profondo della vostra dispensa da dove riemergono solo le cibarie scadute.

- Donateli a ci si occupa di raccogliere cibo per i bisognosi: così sarete in molti a essere contenti.



lunedì 15 dicembre 2008

Dieta: ci sono calorie e calorie...

Un'unica certezza aveva finora regolato il mondo delle diete: la caloria è l'unità di misura della felicità e della depressione. Una caloria è una caloria e vale.... una caloria; tutte le calorie sono state create e una caloria di insalata è uguale ad una caloria di cioccolato (anche se il contenuto di calorie per volume varia moltissimo nei due casi!). Ora nemmeno questa certezza sembra restare intatta.
Non tutte le calorie sono uguali. Ci sono calorie che hanno molta più probabilità di trasformarsi in grasso; in particolare il metabolismo di alcune persone risponde diversamente alle calorie che arrivano dai carboidrati rispetto alla stessa quantità di calorie che arrivano dalle proteine... Il motivo principale è legato all'insulina che risponde non tanto all'introduzione di "calorie", ma all'introduzione di zuccheri. Non a caso l'insulina ha un ruolo sempre più evidente in tutte le diete dimagranti proposte negli ultimi anni, a cominciare dalla famosa/famigerata dieta a zona.
I cibi ricchi di glucosio (zucchero) provocano picchi di glicemia e quindi di insulina, mentre le proteine e i grassi non provocano questa reazione. Il picco di glicemia abbassa bruscamente la glicemia e di nuovo riporta la fame. 
Calorie grasse più sicure di calorie dolci allora?

mercoledì 10 dicembre 2008

5 idee per sopravvivere al Natale senza ingrassare!




















- 2 settimane.
Pochi giorni all'inizio del periodo più tremendo dell'anno per i forzati delle diete e per chi si trova perennemente sull'orlo del sovrappeso. Che fare? Rifiutare lasagne e panettone e fare infuriare tutta la parentela convenuta per il pranzo di Natale? Oppure sacrificarsi volontariamente sull'altare dell'abbuffata?
Potete sempre scegliere tra le due tremende alternative citate, oppure pensare di seguire la strategia della sopravvivenza con questi consigli:
- Mai dire mai. Non progettate la vostra dieta di Natale con le parole: non mangierò mai questo o quello. E' il modo migliore per assicurarsi il fallimento, prima o poi... Non prevedete di evitare sistematicamente tutte le dolcezze e tutte le grassezze del Natale, invece...
- Programmate quello che potete e volete mangiare. Scegliete preventivamente quello che sicuramente vorrete mangiare (goloso, conosci te stesso)
- Seguite la movida natalizia. Nonostante il freddo a Natale ci sono molti motivi per fare più movimento del solito: fare shopping, passeggiare per il centro con la famiglia, rincorrere i nipoti durante la cena della vigilia, addobbare casa ed esterni per le feste... Scegliete di andare a piedi invece che in macchina e fate le scale... quelle vere, non quelle mobili.
- Cioccolatino, respiro, concentrazione. Questo deve essere il vostro mantra! Avete mangiato un cioccolatino (o uno zampone) che vi eravate proibiti? E allora tanto vale mangiarsi anche tutto il resto, ormai avete rovinato tutto... E invece no! Respiro, concentrazione: quel che è fatto e fatto e uno sgarro non è un disastro... non finchè non lo decidete voi.

E buona dieta di Natale a tutti.

sabato 22 novembre 2008

Dieta o chirurgia plastica? Cambia il tuo stile di vita

In un articolo del New York Times, il dottor Gerald Pitman, tra i più famosi chirurghi plastici americani, sostiene di incoraggiare sempre i pazienti a scegliere la via della dieta sana e del sano esercizio fisico prima di sottoporsi a interventi chirurgici per motivi estetici.
In una recente conferenza il dottor Pitman ha invitato i presenti (tutti aspiranti vittime del suo bisturi) a prendere in considerazione questi punti prima di decidere:

- Prima di rivolgersi al chirurgo, cercare di cambiare i propri stili di vita, per esempio...
- Dare una bella aggiornata al guardaroba, al taglio di capelli, al make up invece di cercare subito un lifting facciale per "ringiovanirsi"
- Dormire di più per togliere occhiaie e borse sotto gli occhi, senza dover arrivare alla blefaroplastica per eliminarle
- Fare esercizio e movimento (quello che si preferisce), per liberare endorfine, gli ormoni del buon umore e combattere gli stati di leggera depressione che amplificano i problemi

In un campo dove i ciarlatani e i profittatori hanno gioco facile di fronte ai pazienti che hanno un'immagine distorta del proprio corpo o una forte mancanza di autostima, è utile ricordare che la chirurgia estetica rimane sempre e comunque una procedura chirurgica che può comportare rischi, anche gravi, anche quando viene eseguita correttamente. Se non si pensa di trovare pace ai propri dubbi e ai propri demoni dopo un intervento, se già si sospetta che dopo il primo ritocchino, ne potrebbe seguire un altro, e poi un altro ancora... allora è meglio non intraprendre questa strada. Nessuno ha un corpo perfetto, ma il nostro corpo diventa perfetto in base al giudizio che vogliamo dargli.

Articoli correlati:
Anfetamine per dimagrire?


Photo Credit:

domenica 9 novembre 2008

La pillola blu o la pillola rossa... I farmaci per dimagrire























Tra una serie di consigli e l'altra, non possiamo nascondere che tra i rimedi per dimagrire più ricercati ci sono certamente i farmaci. I farmaci per perdere peso sono spesso un argomento tabù sui mezzi di comunicazione che affrontano i temi delle diete dimagranti e del sovrappeso. Il tabù risiede nel pericolo che questi farmaci comportano se vengono assunti in maniera scriteriata e senza indicazioni da parte del proprio dietologo curante.
Premesso che è possibile ed è preferibile perdere peso senza ricorrere ad aiuti farmacologici, bisogna ammettere che anche i dietologi più severi ammettono che l'aiuto farmacologico può essere inserito nei casi più difficili, ovviamente dopo un'anamnesi completa del paziente e dopo un certo periodo di conoscenza del paziente stesso: è importante essere sicuri che il paziente non si faccia "prendere la mano" dalle pillole miracolose e sia in grado di valutare oggettivamente gli effetti collaterali. Il rischio di sviluppare una certa dipendenza esiste e genera il timore che il paziente cerchi ulteriori aiuti chimici, magari attraverso canali non legali.
Questi prodotti farmacologici presentano per lo meno la barriera della prescrizione medica e si tratta di preparati studiati proprio per perdere peso: non è poco, visto che ancora oggi molta gente pensa di poter utilizzare le anfetamine per dimagrire, con o senza dieta di supporto.
Da oggi perciò anche noi segnaleremo notizie sui farmaci per dimagrire, ovviamente segnalando adeguatamente anche i loro limiti d'uso, gli effetti collaterali, e soprattutto lo stato di approvazione o non approvazione da parte degli organismi che vigilano sulla sicurezza dei prodotti farmaceutici.

Pasticche per dimagrire: sì o no?


Photo Credit: tacit requiem

giovedì 6 novembre 2008

Non mangiare, annusa! La dieta del naso























Abbiamo iniziato la nostra giornata seguendo esattamente le indicazioni della nostra dieta: abbiamo contato calorie e porzioni, mangiato esattamente quello che era previsto dal nostro piano per perdere peso (scritto da un maniaco dell'ordine e delle cifre). Abbiamo diligentemente tappato quel languorino con un bicchiere d'acqua e tutto va bene, in attesa del prossimo pasto... quando, all'improvviso, dalla finestra aperta sul cortile interno, arriva un aroma di cucina casalinga che si insidia nel nostro naso e nel nostro naso. La maledetta vecchina del terzo piano ha fatto di nuovo le lasagne al forno. E la dieta scompare pericolosamente dal nostro cervello e dalle nostre decisioni.
Il profumo ha un potere formidabile sulle persone, perché colpisce aree del cervello particolarmente profonde e primitive, che non possono essere controllate dal pensiero logico. E allora perchè non sfruttare questo fatto a vantaggio della nostra dieta? Secondo l'aromaterapia tradizionale, il migliore inibitore della fame è il profumo di menta, per esempio una gomma da masticare alla menta, una candela profumata da accendere in cucina contro la fame notturna, il tè alla menta; ma la forma più efficace si trova sicuramente in qualche goccia di olio essenziale su un fazzoletto da annusare discretamente nei momenti più critici. Anche lavarsi i denti può bastare per far passare le voglie...