lunedì 12 gennaio 2009

Pochi carboidrati nella dieta? Poca memoria: gli americani se l'erano dimenticato



Da molti anni tutte le diete di successo negli Stati Uniti appartengono sostanzialmente allo stesso gruppo: le diete low-carb, come dicono gli americani, ovvero a bassissimo contenuto di carboidrati. Niente derivati dei cereali, niente pasta, pane, riso... insomma una dieta impossibile per gli italiani che infatti adottano questi regimi dimagrenti soltanto per brevi periodi. In America invece c'è una percentuale sempre più ampia della popolazione (per lo meno della popolazione preoccupata del proprio peso) che la sceglie come regime quotidiano fisso, e magari lo ha fatto già da anni se non decenni.
Tanto è diffusa questa criminalizzazione dei carboidrati che nell'opinione comune degli americani, riflessa e amplificata da televisione, pubblicità e gossip sulle diete di Hollywood, i carboidrati sono diventati sinonimo di "cibo pericoloso".
Mi sono sempre chiesta, da persona terribilmente sensibile ai cali di glicemia, come si facesse a seguire una dieta così dovendo rimanere lucidi per poter lavorare, studiare, semplicemente vivere. Ogni volta che ho adottato una dieta iperproteica ho sempre avuto difficoltà di concentrazione, mal di testa, addirittura insonnia con bruschi risvegli notturni. Ovviamente questo accadeva perchè il cervello funziona con gli zuccheri (dei carboidrati) e non con le proteine! Mi sono sempre chieste come funzioni il cervello degli americani... Probabilmente compensano con tutte le lattine di bibite gasate che si bevono nel corso della giornata.
Ora però anche la scienza viene a darmi ragione: secondo uno studio americano la dieta Atkins (iperproteica) causa perdite di memoria perchè il cervello non riesce a lavorare bene con il poco zucchero di cui viene fornito.
E allora se avete bisogno del vostro cervello per lavorare (come me), scegliete una strategia per dare da mangiare la vostro cervello senza scombinare la dieta: il mio consiglio lo trovate nella dieta del cervello.

lunedì 5 gennaio 2009

La dieta della banana: forse la spiegazione scientifica

Dopo avere colpito il Giappone, causando una penuria cronica di banane nei supermercati, la dieta della banana infuria anche in Italia. Ne avevamo già parlato qualche tempo fa quando sembrava solo una moda senza fondamenti scientifici, se non il fatto che mangiare banane tutti i giorni finisce per farti passare l'appetito. 
Tuttavia una spiegazione scientifica potrebbe essere arrivata. E' stato notato infatti che le banane sono tra i pochi alimenti a contenere alte quantità di "amidi resistenti", ovvero un tipo di carboidrato complesso che non viene assorbito dall'apparato digerente e non entra in circolazione, e quindi non si accumula poi sottoforma di ciccia. In compenso questi amidi resistenti si gonfiano nello stomaco e danno una sensazione di sazietà che dura a lungo. Potrebbe essere questo il motivo per cui la colazione a base di banane della dieta permette di arrivare a pranzi senza essere presi dai morsi della fame. Questo tipo di amido si trova però anche nella maggior parte dei cereali (riso integrale, orzo in particolare), nei fagioli, nelle patate: per averlo disponibile in questi alimenti però è necessario cuocerli e... lasciarli raffreddare. Nelle banane invece è disponibile direttamente.

Photo Credit: Rbeteig